La crisi idrica che sta colpendo la Nurra e più in generale l’agro sassarese si fa sempre più drammatica. Lo dimostra la riunione della V Commissione consiliare tenutasi ieri ad Alghero, nella quale amministratori, rappresentanti del Consorzio di Bonifica, agricoltori e consiglieri regionali si sono confrontati su una situazione che molti definiscono «esplosiva». Il bacino del Cuga, che dovrebbe garantire l’irrigazione delle campagne, è fermo a 4 milioni di metri cubi su una capienza di 22. Una condizione che minaccia la stagione irrigua e, con essa, la sopravvivenza di centinaia di imprese agricole.
Durante i lavori, il sindaco Raimondo Cacciotto ha ribadito l’impegno dell’Amministrazione: «Il nostro Comune è a fianco del Consorzio e della Regione per trovare soluzioni concrete a una crisi straordinaria che va affrontata con responsabilità. È necessario contemplare sia l’esigenza irrigua che quella idropotabile, coinvolgendo anche gli altri Comuni della Nurra». Il presidente della Commissione, Christian Mulas, ha auspicato un monitoraggio continuo, la creazione di un database per tracciare la disponibilità idrica e il supporto economico alle aziende in difficoltà.
Toni appassionati sono arrivati da Tore Piana del Centro Studi Agricoli, che ha elencato proposte concrete: sospendere temporaneamente i lavori su una delle due condotte del Coghinas per liberare risorse idriche; valutare l’uso dei pozzi e del dissalatore della termocentrale di Fiume Santo; e infine declassare il bacino del Cuga per tornare a un utilizzo esclusivamente agricolo, evitando il quotidiano spreco di milioni di litri d’acqua che finiscono a mare.
Mimmo Pirisi, presidente del Consiglio comunale, ha sottolineato la necessità di una scelta politica: «Dobbiamo svincolare il Cuga dall’uso idropotabile per poter accogliere i reflui depurati di Sassari e usarli a fini irrigui. Ma nell’immediato servono 4 milioni di metri cubi: se è crisi, sia per tutti, anche per le città. Si valuti la possibilità di ordinanze per ridurre i consumi civili. È una questione di solidarietà».
Anche l’onorevole Valdo Di Nolfo ha appoggiato l’idea: «Serve una risoluzione condivisa, anche con la neonata Città Metropolitana di Sassari. Questa emergenza può diventare l’occasione per strutturare il sistema idrico del territorio e porre fine alla fragilità cronica». Di Nolfo ha ribadito la vicinanza della Regione e l’importanza di non perdere tempo: «Ogni scelta è politica. È il momento di assumersi responsabilità, non di cercare colpe».
Non si è fatta attendere nemmeno la voce dell’ex presidente del Consiglio Regionale, Michele Pais (Lega), oggi consigliere comunale ad Alghero, che ha parlato di «condanna a morte per il comparto agricolo» se non si interverrà subito: «Una crisi eccezionale richiede misure eccezionali. L’acqua del Cuga deve essere destinata all’irrigazione. Se è emergenza per le campagne, lo sia anche per le città. E la Regione deve autorizzare immediatamente l’immissione in rete dell’acqua necessaria per salvare le colture».
La proposta di Pais si allinea con quella del Centro Studi Agricoli e si spinge oltre: sfruttare completamente i reflui di Alghero e Sassari, razionalizzare la gestione di Abbanoa, ridurre gli sprechi e, soprattutto, agire subito.
Dalle parole si passerà ai fatti? La crisi idrica della Nurra non concede più proroghe. I prossimi giorni saranno decisivi per capire se, almeno stavolta, le istituzioni sapranno rispondere in modo tempestivo e coordinato. Perché, come ha detto Mimmo Pirisi, “nessuno può salvarsi da solo”.