Un dovere della memoria, ma anche un tributo di riconoscenza verso chi, in uno dei periodi più oscuri della nostra storia, seppe scegliere la via dell’onore. Con questo spirito è nato “I Carabinieri del 1943”, il numero speciale della Rassegna dell’Arma dei Carabinieri, pubblicato inizialmente nel 2023 e già ristampato nel 2024 a fronte dell’altissimo interesse suscitato tra studiosi, appassionati e istituzioni culturali.
Il volume racconta il ruolo dell’Arma nel 1943, anno spartiacque per l’Italia: il crollo del regime fascista, l’armistizio dell’8 settembre, l’occupazione tedesca e l’inizio della Resistenza. In questo scenario drammatico, tanti Carabinieri scelsero di non piegarsi, pagando spesso con la vita la fedeltà al giuramento prestato alla Patria. La pubblicazione non si limita a un semplice omaggio commemorativo, ma rappresenta un’opera di grande rigore storico, ricca di documenti, testimonianze e approfondimenti su episodi noti e meno noti di quell’annus horribilis.
Anche il Comando Provinciale dei Carabinieri di Oristano ha ricevuto alcune copie del volume, distribuite nei giorni scorsi alle principali istituzioni culturali del territorio. A riceverle, per mano del Colonnello Steven Chenet, sono state la Direttrice dell’Archivio di Stato di Oristano, Dr.ssa Michela Poddigue, la Direttrice del Museo “Antiquarium Arborense”, Dr.ssa Carla Del Vais, e la Direttrice del Museo Diocesano, Arch. Silvia Oppo. La distribuzione mira a favorire l’accesso al volume da parte del mondo accademico e dei cittadini, rafforzando il legame tra l’Arma e la comunità.
Il numero speciale si sofferma anche sulle figure simboliche di quel periodo, tra cui spicca il Vice Brigadiere Salvo D’Acquisto, fucilato dai nazisti a soli 23 anni dopo essersi assunto la responsabilità di un attentato per salvare decine di ostaggi innocenti. La sua memoria è oggi onorata anche dalla Chiesa: Papa Francesco, con un recente Decreto, lo ha riconosciuto “Venerabile”, primo passo verso la beatificazione.
La diffusione di “I Carabinieri del 1943” non è soltanto un’iniziativa editoriale, ma un segnale forte: il ricordo non è un atto rituale, è un impegno civile. E conoscere il passato è la condizione necessaria per dare valore all’uniforme che ogni giorno, in silenzio, continua a servire lo Stato.