Dopo anni di silenzi e distanze, le associazioni ambientaliste tornano a sedere al tavolo del Parco di Porto Conte. È accaduto lo scorso 25 marzo, durante una riunione del Consiglio di Amministrazione del Parco, che ha segnato un momento significativo, soprattutto dal punto di vista simbolico. Tra gli interventi più sentiti, quello di Toni Torre, storico ambientalista e già componente del Direttivo, che ha manifestato una forte emozione nel tornare a discutere del futuro del Parco, da protagonista e non più da spettatore.
L'incontro, aperto e costruttivo, è servito anche a riaffermare un principio tanto semplice quanto fondamentale: il Parco è della città. Da qui l’impegno di portare questa consapevolezza fuori dai confini dell’ente, attraverso una serie di gazebo informativi in città durante la primavera e l’estate, animati dagli operatori del CEAS (Centro di Educazione Ambientale) per avvicinare la popolazione e diffondere la conoscenza delle attività e delle opportunità offerte dal Parco.
Non sono mancati i riferimenti critici all’annosa vicenda del campo boe e alle responsabilità accumulate nel tempo. Si è evidenziato come, se la politica fosse intervenuta con maggiore prontezza già da settembre scorso, molte delle difficoltà attuali sarebbero state probabilmente evitate. Ma, al netto delle polemiche, ora si guarda avanti.
Domani sera, 28 marzo, è in programma una nuova e importante riunione del Direttivo. Al centro dell’attenzione ci sarà la proposta di rimodulazione del campo boe, che sarà presentata dal Direttore del Parco. Le aspettative sono alte, così come il livello di attenzione e di critica da parte di chi siede nel Consiglio. Domani verrà analizzato quanto proposto dal direttore Mariani anche alla luce delle richieste avanzate dal Consiglio comunale.
Non mancano neppure i problemi pratici, tra cui quelli legati alla liquidità dell’ente, che rendono difficile perfino la sostituzione di cartellonistica obsoleta, come già segnalato dai consiglieri. Tutto sarà subordinato all’approvazione del bilancio prevista per il 10 aprile, passaggio necessario anche per sbloccare qualsiasi decisione operativa in merito al campo boe. L'auspicio è che, da questo nuovo clima di confronto e apertura, possa finalmente emergere una visione condivisa, che sappia conciliare tutela ambientale, fruizione sostenibile e partecipazione democratica. Porto Conte ne ha bisogno. E, soprattutto, lo merita.