In un momento storico per l'assetto istituzionale del nord Sardegna, il direttore Sergio Demuru ha intervistato il dott. Gavino Arru, Amministratore straordinario della Città Metropolitana di Sassari, per fare il punto sul percorso appena concluso, sulle sfide affrontate e sulle prospettive future di un territorio vasto, eterogeneo, ma con grandi potenzialità. Ecco l'intervista integrale.
1) Processo di istituzione della Città Metropolitana di Sassari: le sfide affrontate e le opportunità future per il territorio.
Il processo, oggi portato a termine, ha richiesto circa quattro mesi di intenso lavoro dei singoli e dei gruppi in una ottima interconnessione fra tutti i settori coinvolti. Dal settore patrimonio al settore ambiente, dal settore viabilità al settore giuridico e finanziario, dal personale al settore appalti: tutti sono stati necessariamente interessati, e in forme poderose, dato che da un unico Ente (Provincia di Sassari da portare a chiusura), si dovevano generare due Enti di nuova istituzione, quali la Città Metropolitana di Sassari (composta da 66 Comuni) e la Provincia Gallura Nord-Est (composta da 26 Comuni). Un percorso altamente complesso, ma che non poteva essere altrimenti, solo se si considera che l’oggetto era la Provincia più vasta d’Italia. Contemporaneamente provvedevo a incontri quasi quotidiani con tutte le autorità e le forze politiche, sociali, militari, il mondo sindacale e del lavoro dell’intero territorio di area vasta e con tutti i 66 sindaci. Lavoro che mi ha dato la possibilità di avere una visione completa sia delle criticità sia delle grandi opportunità che questo nuovo istituto giuridico è in grado di porre a disposizione della nostra comunità. Una comunità, perché di una sola comunità deve trattarsi: la comunità metropolitana con cittadini metropolitani. Questo è il primo obiettivo che mi sono posto, perché nessuno deve rimanere indietro e perché si migliorerà la vita di ogni singolo cittadino solo se rimaniamo fortemente connessi. Insomma, “tutti insieme i 66 Comuni” sarà la parola d’ordine.
Contestualmente si è provveduto, una volta tracciati i perimetri fisici, territoriali e organizzativi dei due nuovi Enti, a dare corpo giuridico al nuovo Ente, predisponendo lo Statuto della Città Metropolitana con la compartecipazione di tutti i sindaci.
2) Pianificazione strategica e sviluppo territoriale: le linee guida per la crescita economica, sociale e infrastrutturale della regione.
Proporsi come Città Metropolitana interlocutore diretto dei piani di programmazione nazionali ed europei, rendendo il territorio metropolitano protagonista negli scenari economici. Mettere in campo progettualità e ingegno nella programmazione per creare un livello forte di infrastrutture materiali e immateriali, resistente e adeguato nel tempo, per assicurare più ottimali condizioni di vita alla cittadinanza metropolitana e a chiunque transiti o insista sul territorio, garantendone adeguata fruizione dei servizi. Valorizzare lo stare insieme, l’agire comune come un unico soggetto, fondando l’opera al più intenso carattere federativo, solidale e compartecipe, così che la visione condivisa dello sviluppo sociale, culturale, economico del territorio metropolitano ne costituisca il carattere distintivo.
3) Gestione dei fondi e delle risorse: come vengono allocate le risorse finanziarie per progetti chiave e quali sono le priorità attuali.
Costruire un unico organismo su presupposti unitari, di modo che, a prescindere dalle dimensioni o dalla posizione periferica dei Comuni, si possa procedere tutti insieme. I legami di solidarietà tra tutte le comunità, la coesione e le relazioni fra i territori saranno alla base dell’intera attività. Le diverse particolarità, i caratteristici valori locali (sociali, culturali e ambientali) arricchiranno l’unicum inteso come comune identità metropolitana. Sussidiarietà e conservazione delle differenze andranno a valorizzare le politiche di area vasta, per dare colore, senso e motivo a questa nuova fase istituzionale prevista dalla Costituzione.
4) Collaborazione con i comuni e le comunità locali: il Suo approccio nel coordinare le attività tra i vari enti locali per garantire una governance efficace.
Creare un modello di sviluppo saldamente ancorato alle unicità culturali e alle peculiarità identitarie presenti nell’area vasta. Al contempo, investire fortemente sulla formazione e qualificazione delle risorse umane per poter contare su una cittadinanza attiva, capace di affrontare le nuove sfide che le moderne frontiere tecnologiche ci presentano, consapevole della crescente necessità di un ruolo costante ed energico nella mobilitazione della Comunità verso una cultura della pace fra i popoli, della legalità nell’agire quotidiano, dell’inclusione e del volontariato.
5) Iniziative culturali e valorizzazione del patrimonio: progetti in corso o futuri per promuovere la cultura e il turismo nella Città Metropolitana.
Agire affinché la vastità dell’area metropolitana, la sua eterogeneità, si declini in ricchezza. Aree marine-costiere e larghi strati rurali devono essere raccordati in modo strategico per creare e rilanciare sviluppo e nuove opportunità finalizzate anche a combattere lo spopolamento. Perseguire la costruzione di una forte sinergia fra le aree interne e rurali, produttive di particolare economia (dai prodotti agro-alimentari all’artigianato; dagli itinerari storico-archeologici all’enogastronomia; dall’eco-turismo ai parchi naturali; dal terziario avanzato alle fattorie didattiche) e le aree delle città e delle coste, produttive, a loro volta, di economie proprie. Rendere la nostra variegata e particolare economia, frutto dell’indissolubile legame con il territorio, riconoscibile in ogni scenario economico, consapevoli che solo nella sua peculiarità sta la capacità di competere nei mercati. Indirizzare l’intero agire su un sistema articolato di forti interdipendenze settoriali e produttive, di modo che l’intera area si sviluppi in modo coeso. Promuovere una nuova visione strategica rivolta alle cittadine e ai cittadini metropolitani, consapevoli che l’apertura a ricevere e fare proprio il capitale ambientale, sociale ed economico che arriva dall’esterno contribuirà ad arricchire e far crescere il territorio metropolitano.