Dopo settimane di scontri politici, proteste di piazza e richieste di chiarezza, il Consiglio Direttivo dell’Azienda Speciale Parco di Porto Conte ha ufficialmente recepito la volontà del Consiglio Comunale: il progetto per la realizzazione dei campi boe nell’Area Marina Protetta Capo Caccia-Isola Piana e nella ZSC Capo Caccia-Punta Giglio sarà rimodulato. La delibera n. 22, assunta il 28 marzo, segna una svolta formale e operativa.
La linea è tracciata: salvaguardare la tutela della Posidonia e degli habitat prioritari senza compromettere la fruibilità sociale ed economica del mare di Alghero, in particolare per i diportisti. Un equilibrio che dovrà essere ricercato lungo due direttrici temporali: un intervento di breve periodo, da attuare entro giugno 2025, e una rimodulazione strutturale, più complessa, che richiederà una nuova conferenza dei servizi.
«È stata accolta la richiesta del Consiglio comunale – si legge nella delibera – evitando il rischio di perdere i finanziamenti europei e aprire contenziosi con gli operatori economici già contrattualizzati». I contratti già in essere, del resto, valgono 846.871,28 euro, una cifra che non può essere ignorata senza gravi ripercussioni giuridiche e contabili.
Nel dettaglio, i nuovi indirizzi operativi prevedono:
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Una proposta rapida, entro giugno, che rispetti i cronoprogrammi e salvaguardi i fondi PNRR;
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Una differenziazione netta tra gestione in AMP e in ZSC, dove si ipotizza anche la co-esistenza tra ormeggi e ancoraggi autorizzati;
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Una stima dei costi di gestione annuali;
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L’avvio di un percorso partecipato con gli operatori locali per una rimodulazione più organica e condivisa.
La Direzione del Parco, guidata dal dott. Mariano Mariani, ha ricevuto mandato di predisporre in tempi stretti una prima proposta da presentare alla Commissione consiliare Ambiente, già convocata per lunedì 7 aprile, e successivamente all’Assemblea del Parco, prevista per il 10 aprile alle ore 17:30.
Nel frattempo, la protesta del comparto nautico non si ferma. Dopo il flash mob del 29 marzo, che ha visto la partecipazione di diportisti e semplici cittadini contro quella che viene percepita come una "privatizzazione del mare", il consigliere Michele Pais (Lega) ha già annunciato una presenza simbolica ma decisa in Assemblea.
Anche le associazioni ambientaliste, da APS Punta Giglio Libera a Italia Nostra, Lipu, Parco NordOvest Sardegna e SardegnAmbiente, hanno ribadito le proprie critiche alla progettazione iniziale, definendola “invasiva e basata su presupposti speculativi”, pur apprezzando la nuova fase di dialogo avviata dal Consiglio Direttivo.
La partita resta delicata. Con il tempo che stringe e una città spaccata tra esigenze di tutela e legittime attività economiche, le prossime due settimane saranno determinanti. Nelle prossime settimane si capirà se Alghero sarà capace di trovare un compromesso tra ecologia e tradizione, tra sostenibilità e lavoro, tra boe e libertà di navigare.