Sardegna: Mattia Urru nuovo presidente dei Giovani di Confartigianato, tra calo delle imprese e voglia di futuro

Mattia Urru, 25 anni, imprenditore digitale di Quartu, è il nuovo presidente dei Giovani Imprenditori di Confartigianato Sardegna. A eleggerlo è stata l’assemblea regionale elettiva con oltre 30 delegati da tutta l’Isola. Laureato in Ingegneria informatica e fondatore della società di sviluppo software “Zippiri”, Urru è già parte attiva del Direttivo di Confartigianato Sud Sardegna e componente della Giunta nazionale dei Giovani Imprenditori.

«Siamo il presente perché agiamo, lavoriamo e investiamo adesso», ha dichiarato Urru, «ma dobbiamo essere anche il riferimento per chi verrà domani, preparando il terreno e creando condizioni sempre migliori». Il neopresidente ha poi sottolineato la necessità di «valorizzare la creatività e la passione dei colleghi per sviluppare idee innovative e rafforzare il tessuto imprenditoriale sardo».

Con Urru entrano nel direttivo anche Martina Meloni (vicepresidente, Oschiri), Lorenzo Finotto (vicepresidente, Oristano), Agostino Isoni (Gallura), Valentino Frau (Oristano) e Valeria Melis (Sud Sardegna). Le linee guida del mandato verranno definite nei prossimi giorni, in coordinamento con la struttura senior di Confartigianato.

A margine dell’elezione, è stata presentata un’analisi sullo stato dell’impresa giovanile in Sardegna. Le imprese guidate da under 35 sono in netto calo: erano 17.491 nel 2014, oggi sono 12.854, con una perdita del 26,6%. Quelle artigiane sono 2.575 (il 7,6% del totale), relegando l’Isola al penultimo posto tra le regioni italiane. A dominare tra i settori, costruzioni, servizi digitali e turismo.

«Questo dato va letto all’interno di uno scenario demografico che penalizza l’Italia intera», ha detto Urru, «con un crollo della popolazione giovane e un’impennata di quella anziana». Di fronte a questo quadro, il nuovo presidente chiede «misure concrete per favorire l’accesso al credito, semplificare la burocrazia e supportare la formazione e l’innovazione».

Secondo l’analisi Censis-Confartigianato presentata in Assemblea, i giovani preferiscono un lavoro flessibile, creativo, libero da gerarchie. L’80% non considera il lavoro il fulcro della propria vita e il 91% reputa prioritario avere tempo libero. L’avvio d’impresa è visto dal 51,5% come un sogno irrealizzabile, spesso ostacolato da burocrazia e difficoltà economiche. Eppure, il 39,3% degli under 35 considera l’artigianato un’opportunità interessante per esprimere creatività e realizzare progetti concreti.

«Non possiamo permetterci di perdere altre imprese giovanili», ha concluso Urru. «Il futuro dell’artigianato e dell’economia della nostra regione passa dalla capacità di sostenere chi ha il coraggio di mettersi in gioco».

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