Un nome, una firma, un gesto ripetuto in silenzio tra le vie del centro storico: “BLOW”. Così si faceva chiamare il 37enne sassarese che lo scorso 27 ottobre, nel cuore della notte, imbrattò con vernice spray le facciate di diversi edifici storici della città, comprese due chiese. Oggi, dopo mesi di indagini condotte dalla Polizia locale, l’uomo è stato identificato e denunciato per deturpamento e imbrattamento di beni culturali, reato punito con la reclusione fino a tre anni.
Il blitz vandalico era avvenuto tra le 3.34 e le 4 del mattino. In quei venti minuti, l’uomo aveva colpito in rapida sequenza numerosi immobili tra piazza Santa Caterina, via al Duomo, piazza Duomo (compresa la chiesa di San Giacomo), via Decimario, via Frigaglia, via Castelvì. In ognuno dei luoghi aveva lasciato la sua firma in vernice: un gesto rapido, ripetuto, quasi chirurgico.
Gli agenti della Polizia locale hanno impiegato mesi per ricostruire i suoi spostamenti. Le telecamere presenti nel centro storico sono state analizzate una a una. Le prime immagini utili lo ritraggono mentre, cappello da baseball in testa, imbratta la facciata laterale della chiesa di Santa Caterina. Nonostante il volto coperto, alcuni dettagli dell’abbigliamento hanno permesso agli investigatori di seguirne i movimenti. Nei minuti successivi viene ripreso mentre si allontana a piedi tra i vicoli, fino a raggiungere la sua auto in piazza Mazzotti. Qui apre il cofano, si cambia i vestiti e riparte.
Il passaggio chiave è l’identificazione della targa del veicolo, che ha consentito di risalire al proprietario. L’uomo, residente nell’agro, è stato raggiunto da un decreto di perquisizione delegato dalla magistratura. Nella sua abitazione gli agenti hanno sequestrato ottantotto bombolette spray, due bidoni di pittura acrilica, decine di fogli con la firma “BLOW” tracciata con lo stesso stile visto sui muri della città, e altro materiale utilizzato per le incursioni notturne.
Una sola persona, secondo quanto emerge dalle immagini, ha assistito alla scena quella notte. Non per intervenire, ma per fare un cenno di approvazione.
Ora il 37enne dovrà rispondere, oltre che del deturpamento di cose altrui, anche del reato specifico di imbrattamento di beni culturali e paesaggistici. Non uno scherzo da ragazzi, ma un reato che, per legge, prevede pene severe.