A pochi passi dalla Pasqua, mentre le città turistiche iniziano a prepararsi alla stagione primaverile, Alghero si presenta con un volto che lascia attoniti residenti e operatori del settore: "è surreale l'accumulo di posidonia secca e sporca, che ricopre tutto il litorale di San Giovanni sino ad arrivare al porto", denuncia Marco Lombardi, referente Mioitalia (Movimento Imprese Ospitalità).
Una fotografia amara, che racconta l’incuria di anni e l’assenza di interventi strutturali. Il litorale di San Giovanni, storicamente uno dei tratti più frequentati dai turisti, oggi è "ostaggio delle alghe", un problema noto e ricorrente, eppure sistematicamente rimandato. Lombardi non usa mezzi termini e chiama in causa direttamente l’amministrazione comunale: "Il sindaco e l'assessore che dovrebbero occuparsi di queste 'amnesie temporali' che hanno avuto le precedenti amministrazioni, compresa la loro, non comprendono la gravità della situazione a cui gli albergatori e gestori di attività della zona subiscono da anni".
Una situazione che, secondo il rappresentante del movimento Mioitalia, non solo impedisce un normale svolgimento delle attività economiche legate all’accoglienza, ma frena l’intero rilancio dell’immagine della città. "Tutto questo logicamente rallenta i lavori per un rilancio d'immagine della città stessa. Siamo a un mese da Pasqua e non si hanno segni di ripresa".
Il richiamo non riguarda solo l’arenile, ma l’identità stessa della città, il suo ruolo all’interno della rete turistica della Sardegna e i legami con l’aeroporto. "Una città in ordine e con servizi adeguati per potersi identificare come 'turistica', servirebbe per il rilancio dell'aeroporto stesso e anche di tutta la costa del Nord-Ovest della Sardegna".
Infine, un messaggio chiaro e diretto ai vertici regionali e agli attori economici: "la Riviera del Corallo dovrebbe avere le stesse possibilità che vengono date a Cagliari e Olbia, ma senza una città 'rinnovata' non si può pretendere che le varie compagnie aeree la scelgano come una possibile nuova rotta".
Dichiarazioni dure, che pongono l’ennesimo interrogativo sulla capacità della politica locale di affrontare con tempestività e visione strategica le sfide della città.