Nurra senz’acqua: l’allarme del Centro Studi Agricoli. Piana: “Attivare subito i pozzi ex SIR e l’acqua dissalata di Fiume Santo”

La Nurra rischia un’estate di fuoco. Non per le temperature, ma per la sete. L’allarme lanciato dal Centro Studi Agricoli, attraverso la voce del suo presidente Tore Piana, è chiaro: i bacini del Cuga e del Temo restano drammaticamente vuoti, e le piogge cadute nei giorni scorsi non sono bastate a scongiurare una crisi annunciata.

«Senza interventi rapidi e coraggiosi – avverte Piana – le coltivazioni estive e gran parte dell’ortofrutta andranno perse. A soffrire saranno anche i giovani impianti di vite e olivo». Se pascoli, erbai e cereali hanno beneficiato delle precipitazioni, per le produzioni irrigue la situazione è definita “allarmante”.

I numeri parlano chiaro: al momento, sono disponibili appena due o tre milioni di metri cubi d’acqua, provenienti in minima parte dal depuratore di Sassari e Alghero, dai pochi pozzi funzionanti del Consorzio di Bonifica e da una porzione limitata del bacino del Cuga. Troppo poco per garantire un’annata produttiva.

Il Centro Studi Agricoli, che ha già partecipato a diverse riunioni promosse dal Consorzio, ha elencato in una nota pubblica una serie di proposte immediate e di medio termine per salvare il comparto agricolo della Nurra.

Tra le decisioni urgenti, si chiede:

  1. La sospensione dei lavori su una delle due linee del Coghinas, su cui transitano le condotte idriche per Sassari e Alghero. Tale sospensione permetterebbe di sbloccare quattro milioni di metri cubi attualmente vincolati all’uso civile nel bacino del Cuga.

  2. L’utilizzo dei pozzi ENI ex SIR, oggi pare non operativi, attraverso una richiesta formale al gruppo energetico.

  3. La disponibilità di acqua dai pozzi di proprietà della Termocentrale di Fiume Santo.

  4. L’utilizzo dell’acqua dissalata prodotta dalla stessa centrale, che, secondo Piana, verrebbe oggi sversata in mare senza essere utilizzata.

  5. La sospensione degli obblighi di piantumazione previsti dai PSR per vigneti e oliveti in Nurra, in attesa di condizioni idriche più favorevoli.

  6. L’introduzione, nella nuova Finanziaria regionale, di un fondo straordinario di indennizzo per gli agricoltori che non potranno coltivare ortaggi e altre colture irrigue. Fondi che dovranno essere svincolati dal regime “de minimis”.

Per il medio periodo, il Centro Studi Agricoli propone una misura radicale: la declassificazione del bacino del Cuga, oggi riserva ad uso civile, per destinarlo esclusivamente all’irrigazione. Così si potrebbero immagazzinare fino a 12 milioni di metri cubi l’anno provenienti dal depuratore di Sassari, che attualmente – per nove mesi l’anno – si perdono nel Riu Mannu e finiscono in mare.

«Servono scelte rapide e decise», conclude Piana, «perché in ballo c’è la sopravvivenza economica di centinaia di aziende agricole della Nurra». E a pochi mesi dalla campagna estiva, ogni giorno perso può trasformarsi in ettari abbandonati.

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